Bavaglini per neonati, meglio morbidi o rigidi?

Mai avuto a che fare con un neonato alle prese con le prime pappe? Se la risposta è affermativa, si sa bene di cosa di sta parlando, di come cioè la casa si trasformi in un campo di battaglia dove la ‘mission’ è salvare pareti, mobili e pavimenti da un bombardamento di schizzi di latte e cucchiaiate di omogeneizzati in libertà. Figuriamoci il vestitino del pupo, ma per salvarlo da macchia sicura un rimedio c’è: il bavaglino. Non è una novità, un tempo i bavaglini erano dei fazzoletti di stoffa che si legavano al collo del neonato.

Sono cambiati anche i materiali, una volta in tessuto, oggi anche in parte, come le bavette in spugna o cotone, ma altri modelli sono approdati sul mercato in plastica o silicone, tanto per citarne alcuni, prodotti lavabili e idrorepellenti che facilitano il compito alla bavetta. C’è da dire che i bavaglini in tessuto sono più morbidi, come tradizione vuole, in puro cotone a garanzia di sicurezza e tollerabilità, pieghevoli e trasportabili anche in viaggio, a differenza di altri modelli innovativi in plastica o silicone che possono risultare più rigidi e meno flessibili. Quali scegliere?

Come in tutte le cose, non c’è un migliore o un peggiore in assoluto, ma il più o meno adatto a seconda delle circostanze. Andranno sicuramente meglio i bavaglini in cotone per chi si muove spesso, in quanto si possono facilmente piegare e non occupano spazio, più ingombranti i nuovi articoli in silicone che non sono pieghevoli e si prestano maggiormente a un utilizzo domestico. Se non si vuole perdere tempo a lavare montagne di bavaglini sporchi, si farà meglio a scegliere quelli plastificati o in silicone, in quanto impermeabili e lavabili con una semplice passata di spugna. Se si opta per la plastica o altri materiali che non siano naturali e certificati si suggerisce sempre di controllare l’etichetta per ravvisare l’eventuale presenza di sostanze potenzialmente tossiche per il bambino, quali ftalati o Bpa.